Ho scoperto quanto fosse scarsa la mia attenzione all'accessibilità il giorno in cui ho visto qualcuno navigare uno dei miei siti con uno screen reader. Quello che sembrava un'interfaccia pulita era un labirinto incomprensibile: bottoni senza label, modal che intrappolavano il focus, immagini con alt text come 'image1.jpg'. Quella sessione ha cambiato il mio approccio in modo permanente.
Il cambiamento principale è stato smettere di pensare all'accessibilità come un layer aggiuntivo e iniziare a incorporarla nella struttura base. HTML semantico corretto — usare `<button>` invece di `<div onClick>`, `<nav>` invece di `<div class='navigation'>`, headings in ordine gerarchico — risolve il 60% dei problemi senza sforzo aggiuntivo. Il resto richiede attenzione ma non rivoluzione.
Le cose concrete che ho aggiunto al mio workflow: attributi `aria-label` su ogni elemento interattivo che non ha testo visibile, gestione del focus nei componenti dinamici (modal, dropdown, tab), contrasto minimo 4.5:1 per testo normale verificato con Figma o browser devtools, skip link all'inizio di ogni pagina. Aggiungo anche `prefers-reduced-motion` su tutte le animazioni CSS — non è difficile e fa una differenza enorme per chi soffre di disturbi vestibolari.
L'argomento 'il mio target non usa screen reader' è sbagliato su due livelli. Primo, non lo sai — gli utenti non ti dicono di avere disabilità. Secondo, la maggior parte delle best practice di accessibilità migliora l'esperienza per tutti: struttura chiara, focus visibile, testo leggibile. Non è costo, è qualità.